Come eliminare il 95% dell’aerosol nel tuo studio dentistico

Guida alla sanificazione dello studio nel picco stagionale (in 5 comodi steps)

Il rientro di gennaio è sempre un mix di buoni propositi e agende fitte, ma quest’anno la ripartenza coincide con una sfida clinica non indifferente. I dati epidemiologici della stagione 2025-2026 parlano chiaro: l’influenza è partita in anticipo e con una virulenza sopra la media.
Con il subclade K dell’influenza A/H3N2 che domina la scena e la circolazione endemica della variante Covid Stratus, l’ISS aveva previsto il picco nelle prime settimane di gennaio,  e ora, con 773 mila nuovi casi nella settimana dal 5 all’11 gennaio 2026 non ne siamo ancora usciti.
Per noi professionisti del dentale, questo significa una cosa sola: l’aerosol management diventa la base per la sicurezza in studio.

L’aerosol a gennaio: perché i vecchi protocolli non bastano più

La “tempesta” di virus respiratori di questo inverno richiede un cambio di passo. 

Sanificare le superfici tra un paziente e l’alto è la minima protezione che puoi assicurare; certamente più efficace sarebbe impedire che il virus resti sospeso nell’aria e si diffonda. Durante procedure comuni come l’uso di ablatori a ultrasuoni o turbine, le particelle di aerosol possono viaggiare fino a 6 metri di distanza e restare vitali per ore.

Nel picco stagionale 2026, in più, la sicurezza visibile è un “dettaglio” irrinunciabile: il paziente è informato e allertato dai media. Ogni tuo movimento è scansionato al laser dai suoi occhi. 

Dimostrare un controllo totale alla fonte è sì una protezione clinica efficace, ma diventa anche marketing della fiducia.

Abbiamo preparato una guida in 5 step operativi per ottimizzare la sanificazione, ridurre il rischio di cross-contaminazione e avere pazienti tranquilli nel tuo studio.

Step 1: L’aspirazione alla fonte ad alta portata

Per abbattere la carica microbica ambientale è necessario evitare di farla uscire dal cavo orale. 

Ma sai quanta potenza serve davvero per poter aspirare adeguatamente? Gli standard tecnologici attuali indicano una soglia critica di 300 litri al minuto.

Sistemi di aspirazione che garantiscono questa portata permettono di catturare oltre il 95% del nebulizzato prima che diventi un rischio per l’operatore e per l’ambiente. 

In questa fase di picco influenzale, verificare l’efficienza del tuo impianto di aspirazione e l’uso di cannule ad alta capacità è il tuo primo, fondamentale, scudo.

Step 2: Ottimizzazione ergonomica (visione + aspirazione)

Interrompere la procedura perché lo specchietto è appannato o sporco di schizzi è frustrante ed è una perdita di tempo: ogni interruzione aumenta anche l’esposizione all’aerosol.

Come risolvere questa situazione? Esistono dispositivi multifunzione che combinano, ad esempio, lo specchietto direttamente alla cannula di aspirazione. In questi casi l’innovazione cambia le regole del gioco e migliora la vita del professionista. 

Un dispositivo del genere permetterebbe una visione speculare costante e una rimozione dei fluidi simultanea, eliminando i movimenti inutili. 

Meno stress per il collo, meno tempo per il virus di circolare, due cose super positive in un unico strumento: che altro si può chiedere?!

Step 3: Protezione attiva dei tessuti molli e flusso selettivo

Un’aspirazione potente è inutile se causa disagio al paziente o “risucchia” accidentalmente la mucosa o la lingua. 

Esistono strumenti che permettono all’operatore di selezionare il lato aspirante, escludendo la parte a contatto con i tessuti molli. Questo non solo garantisce un comfort superiore al paziente, ma assicura che il flusso di aspirazione sia sempre concentrato dove serve davvero, ovvero sul sito operatorio dove si genera l’aerosol contaminato.

Step 4: Il controllo extra-orale coordinato

Paziente che sta subendo un trattamento endodontico nonostane l'ansia dentale: la paura del dentista si sconfigge con la formazione dello staff

Per le procedure ad alto impatto (come la chirurgia o l’igiene professionale pesante), l’aspirazione intra-orale potrebbe non bastare. L’integrazione di un aspiratore extra-orale crea una barriera fisica ulteriore tra te, l’aria e la contaminazione.

Questi sistemi agiscono come un “secondo scudo”, catturando le micro-particelle che sfuggono alla cannula principale. È la combinazione di questi due livelli – intra ed extra-orale – a trasformare uno studio dentistico in una vera “Aerosol-Free Zone”!

Step 5: Rigore del monouso e angolazioni di precisione

Una mano di un dentista che utiliza degli strumenti ben in ordine e allineati su un vassoio in Melamina di Larident

L’efficacia dell’aspirazione dipende anche dal design della cannula. Per questo inizio 2026, il consiglio è di puntare su dispositivi innovativi, ma se invece sei fan del monouso, scegline uno di alta qualità.

Il rigore del monouso di alta qualità può aiutarti ad eliminare il rischio di cross-contaminazione residua, garantendo che ogni paziente riceva lo standard massimo di igiene possibile.

Trasformare la sicurezza in un asset per il tuo studio dentistico

Affrontare il picco influenzale di gennaio può essere stressante, ma con la giusta strategia di Aerosol Management alla fonte, puoi garantire al tuo team un ambiente di lavoro salubre e ai tuoi pazienti una percezione e azioni di sicurezza senza precedenti.

La tecnologia oggi ci permette di essere più veloci, più ergonomici e, soprattutto, più sicuri. Trasformare questi step in routine quotidiana è il modo migliore per augurare a te, al tuo studio e ai tuoi pazienti un 2026 di successo e salute.

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FAQ: Gestione Aerosol e Biosicurezza in Studio

1. Perché la gestione dell’aerosol è critica durante il picco influenzale di gennaio?

A gennaio, la circolazione di varianti virali (come l’influenzale H3N2 e le varianti Covid) raggiunge il picco. Negli studi odontoiatrici, le procedure che generano aerosol possono diffondere micro-particelle infette fino a 6 metri di distanza. Implementare un protocollo di Aerosol Management alla fonte è essenziale per prevenire la cross-contaminazione e garantire un ambiente salubre per il team e i pazienti.

2. Qual è la portata di aspirazione necessaria per abbattere l’aerosol in odontoiatria?

Per eliminare efficacemente oltre il 95% dell’aerosol generato durante le sedute di igiene o chirurgia, è necessaria un’aspirazione ad alta portata che superi i 300 litri al minuto. Dispositivi avanzati come la Cannula Zero di Larident sono progettati specificamente per raggiungere questi standard, catturando il nebulizzato direttamente alla fonte prima che si disperda nell’ambiente.

3. Come può la Cannula Zero migliorare l’ergonomia del dentista?

La Cannula Zero risolve il problema della postura e dello stress visivo integrando uno specchio ad alta riflettenza direttamente sulla punta aspirante. Questo permette al professionista di mantenere una visione speculare costante senza interruzioni per la pulizia dello specchietto, riducendo le contorsioni del collo e della schiena e ottimizzando i tempi clinici.

4. Cos’è il sistema Aerosolvex e quando è necessario utilizzarlo?

Aerosolvex è un sistema di aspirazione extra-orale componibile che funge da “secondo scudo” protettivo. Viene utilizzato in coordinazione con l’aspirazione intra-orale per catturare le micro-particelle che potrebbero sfuggire alla cannula principale. È particolarmente raccomandato durante le procedure ad alto impatto di aerosol per creare una “Aerosol-Free Zone” visibile e sicura.

5. In che modo l’aspirazione selettiva protegge il paziente?

L’aspirazione selettiva, presente in tecnologie innovative come la Cannula Zero, permette all’operatore di scegliere quale lato della cannula attivare. Questo evita il fastidioso effetto “ventosa” sulle mucose o sulla lingua del paziente, concentrando tutta la potenza aspirante solo sul sito operativo e garantendo un comfort superiore durante il trattamento.

6. Quali sono i 5 step per sanificare lo studio durante il picco stagionale?

I 5 step fondamentali includono:
Utilizzo di cannule monouso con angolazione a 45° per ottimizzare la fluidodinamica.
Utilizzo di aspirazione ad alta portata (>300 l/min).
Integrazione di visione e aspirazione per ridurre i tempi di esposizione.
Gestione selettiva del flusso intra-orale.
Implementazione di barriere extra-orali come Aerosolvex.