Materiali Bio: ridurre il gas serra aiutando l’ambiente e il tuo studio

Sai che la pratica quotidiana può diventare Eco-Friendly?

Passare ai Materiali Bio è una scelta etica fondamentale.
Ce ne parla Alessandro Cataldi, CEO di Larident e precursore del Bio nel Dentale.

Entro il 2050 i Materiali Bio potrebbero ridurre fino al 40% le emissioni di gas serra del settore manufatturiero e ridurre l’inquinamento da plastica negli oceani e negli ecosistemi.

La Ellen MacArthur Foundation, fondazione americana per l’economia circolare, prevede che entro il 2050, la plastica biodegradabile potrebbe rappresentare il 5-10% del mercato globale delle plastiche.

La McKinsey & Company, società di consulenza strategica a livello globale, stima che il mercato dei biomateriali potrebbe raggiungere i 640 miliardi di dollari entro il 2030, trainato dalla domanda di prodotti sostenibili.

Le nuove esigenze del mercato e del dentale

Le esigenze del mercato globale stanno cambiando. L’interesse nei confronti dell’ambiente, le strategie per contrastare il surriscaldamento globale, che siano governative o personali, la continua ricerca del benessere personale e comunitario ci ha portati fin qui; le alternative Bio, ecosostenibili, a basso impatto rispetto a prodotti e materiali notoriamente inquinanti sono una realtà che prende e prenderà sempre più campo, sia in ambito privato che lavorativo.

Anche il settore dentale subirà una piccola rivoluzione: puntare sui biomateriali e sull’ecosostenibilità diventerà sempre più importante. Uno studio eco-friendly, per professionisti dell’eco-dentistry: è questa la nostra visione.

Ci racconta la sua esperienza Alessandro Cataldi, CEO di Larident e precursore nella ricerca in campo dentale dei materiali Bio.

Cosa sono i Biomateriali?

I Bio Materiali sono una categoria di materiali che interagiscono con i sistemi biologici in modo favorevole. Sono materiali progettati per essere compatibili con la “vita” (bios), ovvero cellule o microrganismi viventi. Per fare qualche esempio, i biomateriali più conosciuti sono il titanio, l’acciaio inox, l’idrossiapatite, le bio-ceramiche, il PLA.

I primi prodotti con Biomateriali

Nel 2012 mi è stato proposto di realizzare un vassoio in un materiale ecosostenibile: mi sembrava una sfida avvincente e mi piaceva l’idea di approfondire questo ambito che all’epoca, ritenevo già stimolante e con molto potenziale.

Abbiamo optato per il PLA, un biopolimero ormai di uso comune, impiegato soprattutto nella la stampa 3D, derivante da risorse organiche rinnovabili come mais, barbabietole e altri vegetali. Il PLA è un materiale ad elevata resistenza meccanica, simile a quella del più noto PET (la plastica utilizzata comunemente per gli imballaggi) ma biodegradabile in determinate condizioni e compostabile industrialmente. Questo materiale era ciò che faceva esattamente al caso nostro.

Così creammo questo prototipo di vassoio Bio in PLA, con uno spessore di 0,25mm. È stato un processo sorprendente realizzare un oggetto che comunemente sappiamo esser di plastica in un materiale biocompatibile, compostabile, biodegradabile che rispondesse anche alle necessità date dal suo utilizzo; una vera e propria utopia, il futuro stava bussando alla porta della Larident!

Bussava insieme ai costi: realizzare questo vassoio costava quattro volte di più di un vassoio comune in PET o in Polistirene.

Non proprio il massimo.

Ma c’era anche un altro problema: la persona media all’epoca non conosceva il significato di “compostabile” o di “biodegradabile”.

Era necessario attendere il momento giusto e fare cultura sui Materiali Bio

Oggi sappiamo che compostabile si riferisce a un materiale che dopo essersi degradato, viene trasformato in compost, una sostanza ricca di proprietà nutritive utilizzata come concime per arricchire il terreno coltivabile.

Un cesto di pannocchie. Dal mais si produce il PLA un materiale bio di cui sono fatti i bio-tray Larident

La normativa europea stringe ancora di più il significato di compostabile: un biomateriale è compostabile se si degrada nell’ambiente in soli tre mesi.

Un materiale biodegradabile invece ha tempi di degradazione più lunghi, tornando alla terra sotto forma di Sali minerali e altri elementi semplici.

Terreno Compostato grazie ai materiali Bio compostabili di cui sono fatti alcuni prodotti della Linea Bio di Larident

Quindi, un rifiuto compostabile, per essere definito tale, deve necessariamente essere biodegradabile, mentre un materiale biodegradabile può non essere compostabile.

L’investimento in questi nuovi materiali ecosostenibili era necessario, per noi e per il pianeta

Da qui nascono i nostri prodotti Bio, che negli anni sono andati ad aumentare per produzione e varietà di offerta: dai vassoi, alle tovagliette, dalle spugnette ai bib, dai bicchieri, ai dappen.

Noi crediamo fortemente in una pratica quotidiana in linea con la Green Economy e non lo considero un concetto astratto ma un valore fondamentale che guida le mie scelte, sia a livello di gestione aziendale che personale.

Un Bio-dentista e una sua paziente parlano di mateiali Bio utilizzati negli strumenti dentali.

Se abbiamo deciso di buttarci nel mondo dei Bio Materiali in campo dentale è anche grazie alle nuove generazioni, sempre più interessate ad avere il minimo impatto negativo sull’ambiente: fin da subito ho creduto che questa fosse la strada giusta e infatti, soprattutto negli ultimi anni, l’andamento generale ne ha dato conferma.

Bio Materiali e innovazione per i professionisti del dentale di oggi e domani

Il futuro dei Bio Materiali? Assolutamente florido e sempre più affermato. Lo dicono le previsioni, lo confermano i giovani del dentale. Ormai non c’è più tempo per non agire concretamente per l’ambiente e nel nostro piccolo tutti possiamo fare una grande differenza.

Nel breve periodo spero che i prodotti a base di Bio Materiali prendano sempre più campo in modo da poter abbattere i costi di produzione e diventare così sempre più accessibili.

Nel lungo periodo la speranza è che si continui a sperimentare e a fare ricerca sia nell’applicazione di Materiali Bio sia nella produzione con questi materiali ma soprattutto che questa ricerca possa aprire nuovi scenari per i trattamenti dentali e di cura.

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